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	<title>Paola Giorgi</title>
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		<title>Bigoni coerente</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 12:53:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un fatto degno di nota nelle primarie per la candidatura a Sindaco di Civitanova Marche, ed è la storia di una donna, Catia Bigoni. Una donna che posso solo stimare per la coerenza, rara in questa vicenda, che l&#8217;ha contraddistinta. Catia, dirigente del Pd civitanovese, esponente della minoranza, ha deciso di candidarsi alle primarie convinta della validità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un fatto degno di nota nelle primarie per la candidatura a Sindaco di Civitanova Marche, ed è la storia di una donna, Catia Bigoni.<br />
Una donna che posso solo stimare per la coerenza, rara in questa vicenda, che l&#8217;ha contraddistinta.</p>
<p><span id="more-744"></span> Catia, dirigente del Pd civitanovese, esponente della minoranza, ha deciso di candidarsi alle primarie convinta della validità democratica di questo strumento (valutazione che non condivido ma che rispetto) e la sua candidatura racconta una donna entusiasta che crede nella necessità del rinnovamento e nei suoi strumenti per incarnarlo.<br />
Ma le &#8220;ambiguità e i paradossi&#8221; come lei stessa li ha definiti, che stanno caratterizzando queste primarie civitanovesi, l&#8217;hanno portata a compiere quella che per lei è stata una scelta difficile, ritirarsi dalle primarie e dimettersi dal suo stesso partito. La Bigoni ha parlato del paradosso del Segretario cittadino &#8211; candidato, Silenzi, che si è disegnato le primarie a sua immagine e somiglianza, nei tempi e nei modi, per uscirne unico vincitore: la stessa cosa che Italia dei Valori ha sempre denunciato e per questo ha rifiutato di partecipare alle primarie di coalizione.<br />
Ma la denuncia di Catia nei confronti del comportamento di Silenzi: la mancanza di traspartenza, l&#8217;arroganza, il conflitto di interessi, il proliferare di spartizione e giochi di potere tipici della vecchia politica, non è stata unica. Basti pensare agli attacchi contro Silenzi di chi si oppone a lui in queste primarie, salvo poi garantirgli il sostegno qualora sia il candidato Sindaco uscente.<br />
Ma c&#8217;è un distinguo che fa onore alla Bigoni. L&#8217;essersi ritirata dalle primarie e dimessa dal suo partito, rinunciando alla visibilità di una campagna elettorale, per coerenza verso le proprie denunce , ma rimanendo a disposizione della città per la sua candidatura a Sindaco per cambiare un percorso già segnato. Ho sempre denunciato, così come tutto il mio partito, l&#8217;Italia dei Valori, l&#8217;arroganza con cui Silenzi sta conducendo questa fase preelettorale incentrando tutto sulle sue ambizioni umiliando e dividendo il Pd e il centrosinistra e uccidendo la prospettiva di una vittoria di questo per una rinascita etica, culturale e sociale di Civitanova Marche. La vicenda di Catia e la sua coerenza siano materia di riflessione per tanti.</p>
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		<title>Lavoro nero: dati allarmanti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 08:53:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[“Aumenta la cassa integrazione, cresce la richiesta di mobilità e addirittura dalle stime del ministero rielaborate dalla Cgil si scopre che nelle Marche in un’azienda su due è presente la piaga del lavoro nero o irregolare. Sono dati davvero allarmanti. La crisi sta investendo sempre di più tutte le Marche, ma adesso a farne le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Aumenta la cassa integrazione, cresce la richiesta di mobilità e addirittura dalle stime del ministero rielaborate dalla Cgil si scopre che nelle Marche in un’azienda su due è presente la piaga del lavoro nero o irregolare. Sono dati davvero allarmanti. La crisi sta investendo sempre di più tutte le Marche, ma adesso a farne le spese è soprattutto il territorio del Maceratese, dove i posti di lavoro si perdono giorno dopo giorno.</p>
<p><span id="more-754"></span></p>
<p>Come Italia dei Valori siamo davvero preoccupati perché non si vede un’inversione di tendenza. La situazione occupazionale nelle Marche, dalla Fincantieri di Ancona alla Best di Montefano, dall’Antonio Merloni di Fabriano,  con l&#8217;eccezione dell’avvio dell’attività della nuova J&amp;P Industries,  alla Manuli di Ascoli Piceno e molte altre realtà nella regione, è messa in crisi da gruppi che si permettono di fare il bello e il cattivo tempo, lasciando senza lavoro da un giorno all’altro centinaia di lavoratori.  Servono politiche aziendali serie e lungimiranti, che guardino al futuro senza vivacchiare alla giornata.  Il lavoro potrebbe esserci, ma le scelte politiche sbagliate a livello nazionale lo stanno distruggendo: invece di proporre opportunità e possibilità si preferisce far  scappare all’estero i nostri giovani. Per questo l’Italia dei Valori ha già portato e continuerà a portare in Regione e a livello nazionale proposte concrete supportate da tutto lo sdegno per queste politiche industriali senza scrupolo e che ci fanno retrocedere a Paesi del terzo mondo, in cui i lavoratori sono sempre meno tutelati e perdono diritti giorno dopo giorno. Proprio a sostegno dei lavoratori della Best di Montefano è stata approvata in consiglio regionale una risoluzione, di cui sono stata prima firmataria, che impegna la giunta a mettere in atto tutte le procedure e le iniziative utili ad assicurare le dovute tutele. Inoltre, per l’ex Antonio Merloni ho depositato un’interrogazione per fare chiarezza intorno alla vicenda delle revocatorie dei crediti e per sapere quali azioni ha intrapreso e intende intraprendere la giunta regionale per affrontare l&#8217;impatto che l&#8217;azione giudiziaria rischia di avere sul sistema imprenditoriale. Noi vogliamo crescere economicamente e rilanciare le imprese, ma tutto questo non può avere come prezzo la perdita di dignità e umanità. L’IdV continuerà ad essere al fianco di tutti quei lavoratori che si battono per la conservazione del loro posto di lavoro, affinché possano continuare a dare sostentamento alle proprie famiglie attraverso la dignità del lavoro”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stabile e Muse</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 12:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[“Le dichiarazioni di Marcolini sul Teatro Stabile delle Marche e la chiusura della Fondazione Muse, sono non condivisibili e non rispecchiano la verità dei fatti. Parlando della fusione tra i due enti, Marcolini afferma che la questione deve avere quale attore principale il Comune di Ancona. No. Il Teatro Stabile delle Marche è un ente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Le dichiarazioni di Marcolini sul Teatro Stabile delle Marche e la chiusura della Fondazione Muse, sono non condivisibili e non rispecchiano la verità dei fatti. Parlando della fusione tra i due enti, Marcolini afferma che la questione deve avere quale attore principale il Comune di Ancona.</p>
<p><span id="more-742"></span></p>
<p>No. Il Teatro Stabile delle Marche è un ente regionale con il più alto riconoscimento ministeriale per la prosa e la Regione deve occuparsene prioritariamente nell&#8217;ambito delle sue politiche culturali. Il Comune di Ancona ha delle precise responsabilità sul deficit del Teatro Stabile delle Marche e, sin dai tempi di Sturani, per motivi scarsamente comprensibili, ha condiviso e avallato la cannibalizzazione delle risorse dello Stabile da parte della Fondazione Muse. ( Basti pensare che il Teatro Stabile ha sempre pagato alla Fondazione Muse l&#8217;affitto per l&#8217;uso della sala per gli spettacoli della stagione di prosa, l&#8217;affitto per le sale della scuola di recitazione, l&#8217;affitto degli uffici. Una cifra che annualmente corrispondeva al contributo del Comune allo Stabile: praticamente una partita di giro ai danni dello Stabile. Si ha memoria di tempi in cui il direttore amministrativo dei due enti, Alessandroni, tratteneva direttamente dagli incassi degli spettacoli programmati dal Teatro Stabile i soldi destinanti a pagare gli affitti alle Muse, togliendo così allo Stabile anche la possibilità di gestire un bilancio). Di questo la Regione si deve occupare e anche con molta attenzione.</p>
<p>Secondo Marcolini invece il Comune di Ancona, che da dieci anni a questa parte ha parteggiato per l&#8217;ente inutile a scapito dell&#8217;ente ministerialmente riconosciuto dovrebbe essere garante della necessaria e improrogabile chiusura della Fondazione Muse? Come crederlo? Inoltre, una volta avvenuta la fusione tra Stabile e Muse si andrebbe all&#8217;individuazione di un direttore unico generale, ma l&#8217;assessore chiede due direzioni artistiche? E per fare cosa? Sa perfettamente l&#8217;assessore che la Fondazione Muse non ha alcun riconoscimento ministeriale, se non un contributo per la lirica ordinaria, che viene concesso a chiunque produca lirica, senza alcun vincolo né di creare una Fondazione, né tantomeno di esprimere un direttore artistico.<br />
Quindi pagheremo un direttore artistico per la lirica per soddisfare ambizioni personali? Per far contento qualche personaggio in disperata ricerca d&#8217;autore? Per sistemare qualche amico suggerito ? Per cosa???? Lo sa l’assessore che esistono seri professionisti in grado di svolgere il ruolo di direttore generale e occuparsi della direzione artistica dello Stabile e con competenze specifiche anche nella lirica? Certo, non fanno parte della solita compagnia di giro, ma ci sono, eccome, e non bisognerebbe nemmeno andare troppo lontano per individuarli. E poi, affermare che la Regione dovrebbe uscire da tutti gli enti di gestione&#8230;.non sa che la presenza della Regione come socio fondatore del Teatro Stabile è tra i criteri richiesti dal Ministero?<br />
Infine, in merito all&#8217;affermazione di Marcolini che non serve un assessore regionale alla Cultura, dissento totalmente: ne abbiamo un gran bisogno, magari di qualcuno con un po&#8217; di coraggio in più”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una legge per le pari opportunità</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 12:55:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima firmataria della normativa la vicepresidente dell&#8217;Assemblea legislativa, Paola Giorgi: “Uno strumento concreto di crescita anche culturale” “Uno strumento concreto di crescita anche culturale per il raggiungimento di reali pari opportunità”.  Così la vicepresidente dell&#8217;Assemblea legislativa, Paola Giorgi, ha definito la proposta di legge presentata, questa mattina, in occasione dell&#8217;8 marzo, nella sede istituzionale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prima firmataria della normativa la vicepresidente dell&#8217;Assemblea legislativa, Paola Giorgi: “U</em><em>no strumento concreto di crescita anche culturale” </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>“Uno strumento concreto di crescita anche culturale per il raggiungimento di reali pari opportunità”.  Così la vicepresidente dell&#8217;Assemblea legislativa, Paola Giorgi, ha definito la proposta di legge presentata, questa mattina, in occasione dell&#8217;8 marzo, nella sede istituzionale di Palazzo delle Marche.</p>
<p><span id="more-748"></span></p>
<p>La nuova normativa, di cui la vicepresidente è prima firmataria, è stata sottoscritta anche dalle consigliere Franca Romagnoli (Fli), Antonella Malaspina (Udc), Graziella Ciriaci (Pdl), Rosalba Ortenzi (Pd), Sara Giannini (Pd) ed Elisabetta Foschi (Pdl).</p>
<p>“La legge porta la firma  – ha sottolineato Paola Giorgi – di tutte le consigliere regionali elette. Un bel segnale di unità e volontà comune di portare avanti politiche per le donne”.</p>
<p>La normativa è composta da 19 articoli che in parte modificano i contenuti di due precedenti leggi, quella sulle nomine di spettanza della Regione (lr 34/96) e la legge contro la violenza sulle donne (lr 32/08).</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di <strong>r</strong>imuovere gli ostacoli per arrivare alla piena parità di genere nella vita sociale, culturale ed economica. “La strada scelta – ha spiegato la vicepresidente &#8211; è quella di un&#8217;azione coordinata di politiche settoriali nei campi dell&#8217;istruzione, dell&#8217;economia, della sanità, della comunicazione, della formazione e del contrasto alla violenza di genere”. Tra le novità: l&#8217;introduzione nell&#8217;ordinamento regionale del bilancio di genere e del piano regionale per la cittadinanza di genere; l&#8217;adeguamento del sistema statistico regionale; la predisposizione di un rapporto annuale sulla condizione economico e lavorativa delle donne; il sostegno di progetti per la cittadinanza di genere.</p>
<p>In Italia la strada da percorrere per raggiungere le Pari opportunità è ancora lunga “Siamo gli ultimi in Europa”, ha rimarcato Franca Romagnoli che ha voluto mettere in evidenza “la concretezza e la trasversalità delle azioni” messe in campo con la nuova normativa. Alla presentazione della proposta di legge è intervenuta anche la consigliera Antonella  Malaspina (Udc) che ha parlato dell&#8217;importanza della “ricorrenza” dell&#8217;8 marzo.</p>
<p>In chiusura il saluto del presidente dell&#8217;Assemblea legislativa. Solazzi ha sottolineato il valore della proposta di legge che “al di là del colore politico mette insieme tutte le rappresentanti donne in Consiglio regionale”.</p>
<p>Alla conferenza stampa sono intervenuti anche la vicepresidente della Commissione regionale Pari opportunità, Antonietta Masturzo, e il presidente del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni), Pietro Colonnella.(C.C.)</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-752" title="DSC_0788" src="http://www.paolagiorgi.it/wp-content/uploads/2012/03/DSC_0788-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><img class="alignleft size-medium wp-image-751" title="DSC_0792" src="http://www.paolagiorgi.it/wp-content/uploads/2012/03/DSC_0792-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
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		<title>Quando si parla di Ersu si parla di Diritto allo Studio</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 07:51:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Quando si parla di Ersu si parla di Diritto allo Studio e non di posizionamenti di potere e spartizione di poltrone. Ed in questa ottica deve necessariamente essere approcciata la legge di riforma degli Ersu. Non vorremmo che, nella logica conservatrice che si nutre di demagogia e disinformazione, molto presente tra le pieghe di alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Quando si parla di Ersu si parla di Diritto allo Studio e non di posizionamenti di potere e spartizione di poltrone. Ed in questa ottica deve necessariamente essere approcciata la legge di riforma degli Ersu. Non vorremmo che, nella logica conservatrice che si nutre di demagogia e disinformazione, molto presente tra le pieghe di alcuni partiti, con personalismi accentuati, quella che è una riforma necessaria subisca pericolosi mutamenti. <br />
<span id="more-738"></span>Da sempre l&#8217;IdV sostiene la nascita dell&#8217;Ersu unico regionale, unica via per uniformare in tutto il territorio il diritto allo studio, oggi frantumato e frammentato da logiche che hanno contribuito a un notevole spreco di pubbliche risorse e disparità di trattamento degli studenti a seconda della sede universitaria.<br />
L&#8217;Italia dei Valori ha presentato una propria proposta di legge, molto approfondita e articolata, ma sediamo al tavolo della nascita della nuova legge pronti ad accettare modifiche ed arrivare ad una proposta condivisa di Ersu unico regionale. Il testo proposto in commissione dal relatore di maggioranza Perazzoli va nella direzione da noi auspicata e ci attendiamo una presa di posizione in questa direzione da parte dell&#8217;intero Pd. Del resto le politiche della nostra Regione stanno andando, giustamente, verso una razionalizzazione con un occhio molto attento al contenimento di costi con il superamento delle articolazioni che rappresentano la proliferazione dei centri di costo. La proposta di Ersu unico regionale, verso la quale si sta andando, presenta tra l&#8217;altro, una larghissima partecipazione democratica alle scelte del previsto direttore unico regionale attraverso l&#8217;istituzione di organismi quali la consulta regionale dei giovani e i consigli territoriali. A chi nei territori continua a fare propaganda producendo disinformazione e a chi, con arroganza, non rispetta nemmeno il lavoro in corso di svolgimento nei luoghi istituzionalmente preposti, ricordo che una politica ripiegata su se stessa non farà mai il bene del Paese”.</p>
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		<title>Mozione Idv su sclerosi multipla</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:35:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217; Italia dei Valori chiede, con una mozione da me presentata in Consiglio Regionale, che venga al più presto avviato nelle Marche lo studio randomizzato per valutare l&#8217;efficacia degli studi condotti dal Prof. Paolo Zamboni in merito all&#8217;intervento di angioplastica delle principali vene celebrali extracraniche in corso di Insufficienza Venosa Cronica Celebro &#8211; Spinale ( CCSVI) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; Italia dei Valori chiede, con una mozione da me presentata in Consiglio Regionale, che venga al più presto avviato nelle Marche lo studio randomizzato per valutare l&#8217;efficacia degli studi condotti dal Prof. Paolo Zamboni in merito all&#8217;intervento di angioplastica delle principali vene celebrali extracraniche in corso di Insufficienza Venosa Cronica Celebro &#8211; Spinale ( CCSVI) associata a schlerosi multipla.<br />
<span id="more-734"></span>Il Prof. Paolo Zamboni è Direttore del Centro Malattie Vacolari dell&#8217; Università di Ferrara sta conducendo da anni uno studio clinico in base al quale sta dimostrando che la patologia della sclerosi multipla è collegata alla cosiddetta sindrome da insufficienza venosa cronica celebro spinale che provoca una malformazione o un&#8217; occlusione delle vene nelle cui scorre il sangue che defluisce dal sistema nervoso centrale ( giugulari e del torace). Secondo gli studi del prof. Zamboni tramite angioplastica si può eliminare il restringimento, con una tecnica mininvasiva a bassissimo rischio praticata da oltre venti anni per disostruire le arterie, si potrebbero migliorare i sintomi della sclerosi multipla fino ad arrestare la malattia. Il costo dell&#8217; intervento, per il servizio sanitario è bassissimo ( circa 1.500 &#8211; 2.000 euro ad intervento) .Il metodo Zamboni è già stato utilizzato da molti pazienti con sintomi di sclerosi multipla, che si sono sottoposti al semplice intervento presso strutture private, con effetti positivi insperati dai pazienti stessi. Numerosissime testimonianze in merito sono state diffuse pubblicamente dalla trasmissione RAI REPORTER che si è occupata lo scorso novembre del metodo Zamboni. Il Ministero della Salute con una nota del 2010 ha riconosciuto il valore dello studio del Prof. Zamboni. La Regione Emilia Romagna ha già finanziato lo studio di valutazione sugli effetti della ricerca. La Regione Marche nel 2010 ha autorizzato l&#8217;avvio di uno studio randomizzato per valutare l&#8217;efficacia del merito e l&#8217;equipe del Prof. Galassi, operante presso l&#8217;Ospedale di Civitanova Marche ha ottenuto la certificazione dal Prof. Zamboni per la diagnostica.</p>
<p>E&#8217; fondamentale che la nostra Regione avvii al più presto lo studio previsto: le ricerche del Prof. Zamboni hanno già dato risultati concreti e visibili. L&#8217;IDV chiede anche che la Giunta porti all&#8217; attenzione della Conferenza Stato &#8211; Regioni i risultati conseguiti dagli studi del Prof. Zamboni sollecitando uno sviluppo dello studio su tutto il territorio nazionale.</p>
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		<title>Proposta di legge Castagneti da Frutto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho depositato, insieme al collega Bucciarelli, una proposta di legge volta a regolamentare la riconversione di cedui castanili in castagneti da frutto e viceversa, al fine di potenziare un settore agricolo tradizionale delle Marche con vantaggiose conseguenze di carattere economico, paesaggistico ed ambientale. I castagni possono considerarsi una delle più importanti specie agroforestali da frutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho depositato, insieme al collega Bucciarelli, una proposta di legge volta a regolamentare la riconversione di cedui castanili in castagneti da frutto e viceversa, al fine di potenziare un settore agricolo tradizionale delle Marche con vantaggiose conseguenze di carattere economico, paesaggistico ed ambientale.</p>
<p><span id="more-730"></span><br />
I castagni possono considerarsi una delle più importanti specie agroforestali da frutto italiano. Nelle Marche le varietà autoctone sono le più diffuse e particolare rilevanza è rivestita dalle castagne delle macchie dei Colli di San Ginesio, al confine con il territorio del Comune di Sarnano e delle Fornacette del Comune di Sant&#8217;Angelo in Pontano. Per i marroni si ricorda la pregevole varietà locale del Marrone del pian di Picca del Comune di San Ginesio ed altre località prossime all&#8217; ascolano. Varietà introdotte di recente, come il Marrone di Castel di Rio, il Marrone di Zocca e la Bouchè de Bètizac hanno dato pregevoli risultati.<br />
La proposta di legge intende fornire una specifica definizione del castagneto da frutto in attualità di colture come un impianto specializzato per la produzione di frutta costituito da piante prevalentemente coetanee, di altezza non superiore ai 6 metri, con sesto regolare anche naturaliforme e, per i nuovi impianti, con sesto non superiore a metri 5 x 5.<br />
L&#8217;impianto va sottoposto alle ordinarie cure culturali con cadenza almeno annuale e deve essere idoneo alla raccolta dei frutti con mezzi meccanici.<br />
La prevista conversione dei cedui castanali in castagneti verrà realizzata sulla base di un progetto  del Servizio Agricoltura e Pesca della Regione considerando gli aspetti fitopatologici, la pianificazione vigente nelle areee interessate, il periodo transitorio di gestione  e prevedendo la conversione graduale per superfici limitate.<br />
La proposta di legge prevede, un censimento di tutti i castegneti compresi nel territorio regionale.</p>
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		<title>Revocatoria A. Merloni &#8211; interrogazione al Presidente Spacca</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:13:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La tegola dell’azione di revocatoria avanzata dai Commissari nei confronti dei fornitori dell’ A. Merloni rischia di dare il colpo di grazia ad un sistema produttivo, quello riferibile all’indotto dell’ A. Merloni, già in condizioni gravissime. Ho presentato oggi un’ interrogazione ( in allegato) al Presidente Spacca, che  si è attivato in maniera costante e determinata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tegola dell’azione di revocatoria avanzata dai Commissari nei confronti dei fornitori dell’ A. Merloni rischia di dare il colpo di grazia ad un sistema produttivo, quello riferibile all’indotto dell’ A. Merloni, già in condizioni gravissime.</p>
<p><span id="more-727"></span></p>
<p>Ho presentato oggi un’ interrogazione ( in allegato) al Presidente Spacca, che  si è attivato in maniera costante e determinata per affrontare e risolvere le problematiche derivate dal fallimento dell’ A. Merloni, per sapere quali azioni la Giunta Regionale intende intraprendere per affrontare l’impatto che questa azione giudiziaria rischia di avere sul sistema imprenditoriale. Inoltre, ho chiesto al Presidente di verificare la possibilità di agevolare un’azione condivisa con le Regioni Umbria ed Emilia Romagna, le cui aziende sono state coinvolte nell’azione di revocatoria.</p>
<p>Infine, ho chiesto la possibilità di verificare l’opportunità di favorire una transazione fra la procedura e le imprese coinvolte, con eventuale intervento economico della Regione.</p>
<p>Occorre ricordare che l’azione revocatoria è prevista dalla legge in caso di fallimento ( art. 67 RD 267/1942), ma nello specifico, l’azione di revocatoria è stata avviata dai commissari nell’ultimo giorno, dei tre anni utili per richiedere la revocatoria dei pagamenti effettuati dall’ A. Merloni nei mesi precedenti il riconoscimento dell’ Amministrazione Straordinaria.</p>
<p>Il fallimento dell’A. Merloni ha causato un gravissimo danno occupazionale diretto ed indiretto, con notevoli conseguenze di carattere sociale che si sono capillarmente estese nelle provincie di Ancona e Macerata. Si è ripercosso in maniera drammatica sulle molte piccole aziende marchigiane fornitrici del Gruppo e di conseguenza su tutto il sistema economico e produttivo della zona. Le aziende interessate all’azione di revocatoria sono chiamate a restituire la cifra di oltre 5 milioni di euro ai quali vanno aggiunti, a livello di sistema, i milioni di crediti congelati dalla procedura e probabilmente inesigibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aree di pesca per i vongolari marchigiani</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Esprimo grande soddisfazione per la proposta regionale di riequilibrio e riforma delle aree di pesca per i vongolari marchigiani, come da noi più volte richiesto a gran voce. Ora il tratto di mare adibito alla pesca per il CoGeVo di Civitanova Marche potrà essere ampliato fino alle foci del Musone. L’obiettivo verso il quale abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esprimo grande soddisfazione per la proposta regionale di riequilibrio e riforma delle aree di pesca per i vongolari marchigiani, come da noi più volte richiesto a gran voce. Ora il tratto di mare adibito alla pesca per il CoGeVo di Civitanova Marche potrà essere ampliato fino alle foci del Musone.</p>
<p><span id="more-633"></span></p>
<p style="text-align: left;">L’obiettivo verso il quale abbiamo lavorato era ed è quello di riequilibrare l’enorme disparità di condizioni di lavoro tra i vongolari marchigiani, disparità della quale sono principali vittime i cosiddetti “vongolari poveri”  di Civitanova, ossia quelli con le barche targate San Benedetto del Tronto.</p>
<p>Occorre restituire equità ad un sistema oggi regolato in maniera difforme sul territorio e dignità alle piccole imprese di pesca e alle loro famiglie che versano in condizioni di enorme difficoltà in quanto &#8221; relegati&#8221; a pescare in un tratto di costa praticamente privo di risorsa biologica.<br />
La validità della battaglia dell’Italia dei Valori è supportato anche dallo studio commissionato dalla Regione Marche che evidenzia come  la distribuzione dei molluschi sia difforme lungo la costa marchigiana: alta la presenza delle vongole commerciabili nei compartimenti di Pesaro e Ancona, scarsissima nel sud delle Marche.<br />
Per questo siamo soddisfatti della posizione della Regione che accoglie la legittima richiesta avanzata da tempo dal CoGeVo di Civitanova Marche e da noi difesa e supportata con grande convinzione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.paolagiorgi.it/wp-content/uploads/2012/01/32838_vongolare_ralf1.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
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		<title>40.000 mila euro al Comune di Matelica</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:34:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione ha stanziato un contributo straordinario di 40.000 mila euro al Comune di Matelica per la realizzazione di interventi urgenti di consolidamento delle mura castellane sulla strada provinciale muccese. Un importante contributo, ottenuto grazie al mio intervento, che e&#8217; stato riconosciuto ed inserito nella legge di bilancio di previsione, segno del grande interesse che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione ha stanziato un contributo straordinario di <strong>40.000 mila euro al Comune di Matelica </strong>per la realizzazione di interventi urgenti di consolidamento delle mura castellane sulla strada provinciale muccese.</p>
<p><span id="more-629"></span></p>
<p>Un importante contributo, ottenuto grazie al mio intervento, che e&#8217; stato riconosciuto ed inserito nella legge di bilancio di previsione, segno del grande interesse che la Regione Marche ripone verso i nostri Comuni, patrimonio di civiltà e cultura.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-667 aligncenter" title="panorama-matelica" src="http://www.paolagiorgi.it/wp-content/uploads/2012/01/panorama-matelica.jpg" alt="" width="370" height="280" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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