8 settembre 2010
“Sakineh Mohammadi Ashtiani è nel braccio della morte nel carcere di Tabrizin in attesa di essere lapidata. Non si può restare inerti di fronte alla applicazione di pene in contrasto coi diritti fondamentali e inviolabili di ogni persona, senza fare nulla.” Paola Giorgi Consigliere regionale dell’Idv e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, commenta con queste parole la mozione che ha presentato in Consiglio regionale affinché la Regione aderisca alla petizione internazionale contro la lapidazione della donna iraniana.
L’appello, lanciato nelle scorse settimane da organi di informazione, ha già raccolto oltre decine di migliaia di adesioni a cui si dovrebbero aggiungere quelle di tutte le istituzioni democratiche in quanto organi precipui al rispetto dei diritti umani e in particolare delle donne e dei più deboli.
”Per questo – prosegue la Giorgi in una nota – è fondamentale che anche la Regione Marche si impegni in questa battaglia per giungere all’annullamento della sentenza nel quadro della riaffermazione dell’intangibilità dei diritti della persona e dei principi dello Stato di diritto. Non c’è libertà senza diritto, non c’è progresso senza libertà. Le Marche hanno alle spalle una lunghissima storia fatta di lotte e di affermazione delle libertà, sempre conquistate con il sacrificio e con l’impegno dell’intera comunità. Una storia che ha visto la nostra regione sempre in prima fila quando vi è stata la necessità di ribadire il rispetto dei diritto e l’attaccamento alla democrazia. Sakineh ha bisogno oggi di questo impegno che il Consiglio regionale e i marchigiani tutti, ne sono certa, sono pronti a darle.”
Pubblicato in Donne, Politica |
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Brava Paola! Non dobbiamo lasciar cadere l’argomento. Io ricordo che anche nel caso di Delara la pena venne sospesa, e dopo soli 11 giorni la sentenza venne eseguita alla chetichella! Fu una cosa davvero atroce per la povera ragazza, impiccata per un reato non commesso, e per tutti noi che con Amnesty avevamo seguito il caso e fatto pressioni. Sembra (riportato dal Washington Post) che il 12 agosto la sentenza di lapidazione sia stata commutata in impiccagione, ho paura che possano eseguire la sentenza e sostenere perfino di aver accolto le pressioni internazionali contro la lapidazione. E poi non dobbiamo dimenticare che ci sono altre 14 donne in attesa di lapidazione.